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Antonelli apre il primo flagstore a Milano durante la Fashion Week


E' stato un'autentico successo l'inaugurazione avvenuta ieri a Milano, durante la Fashion Week, del primo flagstore di  Antonelli Firenze, l'azienda di moda fondata nel 2001 da Roberta e Enrica Antonelli a Castelfiorentino che propone un codice stilistico dove il lusso non è mai gridato, ma è presente nella ricerca dei materiali e dello stile.  Tra i presenti anche Carlo Cracco, a cui è stato affidato il catering dell'evento.
Situato in Corso Venezia 12, nel cuore del quadrilatero della moda, l'apertura del nuovo negozio di Antonelli Firenze rappresenta la prima di una lunga serie. L'investimento su Milano si inserisce, infatti, all'interno di un piano industriale di più ampio respiro che prevede l'apertura di altri 5 Flagship Stores in Europa e Italia". 
Milano si conferma, come sempre  un punto di partenza molto importante per un brand  che vuole accrescere la sua presenza sui mercati internazionali ( attualmente la quota di export è già pari al 65%, ma l'intenzione della maison è quella  di arrivare al 7£% a fine 2018)  e attirare un pubblico attento all'eccellenza e alla qualità del made in Italy", 
Con una superficie di centocinquanta metri su due piani con tre grandi vetrine sulla strada, gli interni sono stati realizzati  dall'architetto Cristiano Baldinotti dello studio Archibald, il concept progettuale è stato sviluppato seguendo i codici stilistici del Brand, con il Dogma della pulizia di linee e della semplicità dove i veri protagonisti sono i capi
I materiali usati sono lasciati tutti al naturale come la lamiera cruda e la quarzite grigia e il colore dominante è il bianco.
Il pavimento è in legno di rovere grigio scuro posato a spina di pesce "alla francese" con un formato originale, lungo e stretto, che ricorda la tessitura della stoffa.
Un videowall di grande impatto, posto sul vano scala ma visibile anche dall' esterno, anima lo store con il filmato delle campagna FW 18 girato in Islanda.

Per vedere il video della collezione: https://antonellifirenze.com/



Autore Roberta Masi




Starbucks apre a Milano a pochi passi dal Duomo





Lo scorso 7 settembre ha aperto al pubblico, in piazza Cordusio a Milano, il primo Starbucks italiano, una boutique del caffè in cui la bevanda viene esaltata dalla piantagione alla tazzina, in pratica un autentico tributo alla cultura italiana del caffè. E’ proprio la cultura dell’espresso che ha ispirato Howard Schultz, 35 anni fa, nella creazione della Starbucks Experience, che finalmente sbarca anche in Italia nell’ex Palazzo delle Poste di ben 2.300 metri quadri. Si tratta della terza roastery nel mondo, dopo Seattle, che ha aperto nel 2014, e Shanghai, inaugurata nel 2017, ed è aperta tutti i giorni dalle 7 alle 22. La sede di Milano propone anche la Premium Reserve Experience con caffè Arabica con torrefazione locale e proveniente da 30 paesi del mondo. E la torrefazione diventa parte dell’esperienza: nella grande sala infatti spicca un impianto a vista, dove sacchi di iuta di chicchi di caffè viaggiano attraverso dei tubi di rame che scopriamo anche sospesi sopra la testa, per poi finire nei silos pronti per il bar. Ma non troviamo solo caffè allo Starbucks Milano: salendo la scalinata che porta al mezzanino c’è l’Arriviamo Bar, ispirato proprio alla tradizione tipicamente milanese dell’aperitivo, che propone cocktail a cominciare dall’Aperol Spritz e dal Negroni, ma anche creazioni artigianali, alcune delle quali, ovviamente, a base di caffè. La parte food è a infine cura di Princi: con pane artigianale, dolci e menù colazione. Tra le curiosità il forno a legna, che è stato costruito direttamente qui. Il design di Starbucks Milano porta la firma di Liz Muller, chief design officer di Starbucks, mentre italiana, per la precisione di Solari, è la mano che ha disegnato la lavagna verde della Roastery. Infine una chicca per gli amanti della tecnologia: grazie ad un’app di realtà aumentata i visitatori possono raccogliere maggiori informazioni sui caffè della Starbucks Reserve, il processo di torrefazione e la compagnia.

By Carlo Bellino

TWBIWA 2018 premia i 50 migliori vini d'Italia



Lunedì 17 settembre, a Milano, presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo, si è svolta la manifestazione BIWA "The Wine Sider Best Italian Wine Awards", che premia ogni anno i 50 migliori vini d’Italia.

L’idea di redigere questa classifica nasce nel 2012 da Luca Gardini, Sommelier Campione del Mondo nel 2010 e voce tra le più autorevoli nel panorama internazionale e Andrea Grignaffini, considerato tra i critici e gastronomi più preparati del nostro tempo.
L’iniziativa, patrocinata dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali della Repubblica Italiana e giunta alla sua settima edizione, negli anni ha dato grande visibilità a livello internazionale alle eccellenze vinicole del Bel Paese, sbarcando anche a Città del Messico, Londra, Hong Kong e Bordeaux, tanto che nel 2016 Wine-Searcher, il più grande database e motore di ricerca dedicato al vino, ha inserito TWS_BIWA fra i premi e i concorsi di maggior rilievo del settore a livello mondiale.
Anche nel 2018 è stato utilizzato un format al momento unico in Italia e ormai consolidato: la classificazione è il risultato della valutazione media dei componenti di un comitato tecnico internazionale, costituito da tredici persone selezionate tra i migliori esperti e critici di vino al mondo, che hanno formulato le loro opinioni dopo aver degustato alla cieca oltre 350 etichette.
Durante l’evento conclusivo, a partire dalle 18,30 sono stati premiati i migliori 50 vini d’Italia e sono stati assegnati  sei premi speciali destinati alle aziende, ai vini e al Sommelier che si sono distinti nel corso dell’annata 2018.
In classifica figurano 16 vini del Piemonte, 9 della Toscana, 5 della Lombardia, 4 dell'Alto Adige e della Sicilia, 3 delle Marche, 2 di Emilia Romagna, Veneto e Friuli, un'etichetta dell'Abruzzo, della Campania e della Sardegna.
Ancora una volta il Piemonte ha fatto la parte del leone, con ben 16 vini su 50, ma, oltre alla immancabile Toscana, emerge l'Alto Adige che piazza 4 etichette nella lista, tre di queste addirittura nelle prime dieci.
Il vino migliore è risultato il Sassicaia , annata 2015, prodotto dalla Tenuta San Guido ed è la prima volta in 50 anni di storia che questo vino, già ampliamente apprezzato e riconosciuto a livello internazionale, conquista il primo premio in questo concorso.
Il Barbaresco Asili Vecchie Viti del 2012 dell’azienda Roagna ha superato il re dei vini piemontesi, il Barolo conquistando la seconda posizione, mentre il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova di Casanova Neri prodotto nell’anno 2013 guadagna posizioni rispetto al 2017 e si classifica al terzo posto. 
Particolarmente interessante lo studio che è stato presentato durante la serata realizzato da “The Wine Sider”, sponsor dell’iniziativa, start up e azienda innovativa che propone consulenze e strumenti informatici finalizzi a garantire una semplice ed efficace gestione in tempo reale della cantina, riducendo il volume di stoccaggio e cancellando il rischio di non disporre di uno dei vini della carta. 
L’analisi evidenza la crescente importanza nelle valutazioni di un ristorante attribuita dai clienti alla lista dei vini e alle etichette proposte, fattore che testimonia ulteriormente la grande espansione che sta vivendo il settore del vino, che, specialmente negli ultimi anni, si sta affermando, insieme al turismo eno-gastronomico, come un comparto trainante dell’economia italiana.
Hanno presenziato alla cerimonia, oltre al ministro Gian Marco Centinaio e ad altri esponenti delle istituzioni, produttori e esperti del settore, blogger e giornalisti.

CLASSIFICA
1. Sassicaia 2015, Tenuta San Guido
2. Barbaresco Asili Vecchie Viti 2012, Roagna
3. Tenuta Nuova 2013, Azienda Agricola Casanova di Neri
4. Sauvignon The Wine Collection 2015, Cantina Produttori San Michele Appiano
5. Vin Santo di Vigoleno 2008, Azienda Agricola Lusignani Alberto
6. Quinque - Cuvée 5 Vendemmie, Azienda Agricola Uberti
7. Vacchio Samperi perpetuo/solera, Marco De Bartoli
8. Vigna dell'Impero 2015, Tenuta Sette Ponti
9. Private Cuvée Andreas Huber 2016, Pacher Hof
10. Troy Chardonnay Riserva 2015, Cantina Tramin
11. Trebbiano d'Abruzzo 2014, Azienda Agricola Valentini
12. Donna Franca, Florio
13. Grattamacco Rosso 2015, Grattamacco
14. Gavi Docg del Comune di Gavi Vecchia Annata 2009, Broglia
15. Hérzu 2016, Ettore Germano
16. Sfursat 5 Stelle 2015, Nino Negri
17. Barolo Riserva 1752 Cannubi 2010, Damilano
18. Langhe Riesling 2016, Ca' del Baio
19. Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2013, Il Marroneto
20. Monprivato 2013, Giuseppe Mascarello
21. Collezione esclusiva 2007 Giovanni Cavalleri 2007, Gian Paolo e Giovanni Cavalleri
22. Vigna 1922 2015, Torre San Martino
23. Barolo Docg 2014 Cerretta, Schiavenza
24. Galatrona 2016, Petrolo
25. Barolo Monvigliero 2014, Alessandria Fratelli
26. Annamaria Clementi 2008, Ca' del Bosco
27. Furore Bianco Fiorduva 2016, Marisa Cuomo
28. Barolo Rocche di Castiglione 2014, Vietti
29. Donna Daria 2015, Conte Emo Capodilista La Montecchia
30. Contrada Salvarenza - Vecchie Vigne 2015, Azienda Agricola Gini
31. Cerequio 2013, Michele Chiarlo
32. Barolo Cannubi 2014, Azienda Agricola Brezzi
33. Barolo Vigna Elena Riserva 2012, Elvio Cogno
34. Asinone 2015, Poliziano
35. Sincaru 2015, Surrau
36. Contrada Sciaranuova 2016, Vini Franchetti Passopisciaro
37. Terlaner Primo Grande Cuvée 2015, Cantina Terlano
38. A' Puddara Etna Bianco Doc 2016, Tenuta di Fessina
39. Vitovska 2016, Azienda Agricola Zidarich
40. Mossone 2016, Azienda Santa Barbara
41. Camp Gros Riserva Martinenga 2013, Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy
42. Lupi e Sirene 2013, Podere Le Ripi
43. Belpoggio Brunello di Montalcino 2013, Belpoggio
44. Barolo Liste Docg 2013, Giacomo Borgogno
45. Ornato Barolo Docg 2014, Pio Cesare
46. Franciacorta Cabochon Rosé Brut Riserva 2008, Monte Rossa
47. Terre Alte 2016, Livio Felluga
48. Vecchie Vigne 2016, Umami Ronchi
49. Barbaresco Rabajà 2014, Rabajà
50. San Paolo 2016, Pievalta

by Carlo Bellino






Alla scoperta dei vini autoctoni Italiani



Giovedì 20 Settembre 2018 riprendono a Roma presso l'Hotel Savoy in Via Ludovisi 15 gli appuntamenti organizzati da Go Wine.
L’associazione Go Wine riprende l’attività a Roma, dopo la pausa estiva, con l’appuntamento ormai tradizionale di settembre interamente dedicato ai vitigni autoctoni italiani. Un parterre importante di aziende incontrerà direttamente il pubblico, altre aziende partecipano presentando i vini in una speciale Enoteca. Al centro dell’attenzione la ricchezza del vigneto italiano, fatto di tante realtà legate per storia e cultura a diversi territori.
Ecco l'elenco delle cantine che saranno protagoniste dell’evento:
Agricola Emme – Piglio (Fr); Benforte Valori e Verdicchio – Cupramontana (An);
Cantina Frentana – Rocca San Giovanni (Ch); Cantina Sociale di Quistello – Quistello (Mn);
Casale del Giglio – Le Ferriere (Lt); Cascina Castlèt – Costigliole d’Asti (At);
Cieck – San Giorgio Canavese (To); Cipressi - San Felice del Molise (Cb);
Colle Ciocco – Montefalco (Pg); Luca Ferraris – Castagnole Monferrato (At);
Marisa Cuomo – Furore (Sa); Fattoria Paradiso – Bertinoro (Fc);
Firriato – Paceco (Tp); Montecappone – Jesi (An); Diego Morra – Verduno (Cn);
Murales – Olbia (Ss); Paltrinieri – Sorbara di Bomporto (Mo);
Poggio della Stella – Tolfa (Rm); Poggiolella – Orbetello (Gr);
Quartomoro di Sardegna – Arborea (Or); Rivera – Andria (Ba);
Scubla – Premariacco (Ud); Tenuta Stella – Dolegna del Collio (Go);
Torre Varano – Torrecuso (Bn); Trebotti – Castiglione in Teverina (Vt);
Triacca – Villa di Tirano (So); Vini Raimondo – Affile (Roma);
Viticoltori del Casavecchia – Pontelatone (Ce).

Associazione VITE IN RIVIERA, con una selezione di vini di 25 aziende del Ponente Ligure
Programma e orari
Ore 16,30 -19,00: Anteprima: degustazione riservata esclusivamente ad un operatori professionali
(giornalisti, enoteche, ristoranti, wine bar)
Ore 19,00: Breve conferenza di presentazione
Ore 19,30 – 22,00: Apertura del banco d’assaggio al pubblico di enoappassionati
Il costo della degustazione per il pubblico è di € 18,00 (€ 12,00 Soci Go Wine, Rid. soci associazioni di settore € 15,00). L’ingresso sarà gratuito per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine direttamente al banco accredito della serata (benefit non valido per i soci familiari). L’iscrizione sarà valevole fino al 31 dicembre 2019.
Ufficio Stampa - Go wine

Inaugurata la mostra su Lichtenstein, genio della Pop Art




Dall’8 settembre al 9 dicembre 2018 a Parma presso Villa dei Capolavori, sede della Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo è possibile vedere oltre 80 opere di Roy Lichtenstein (New York 1923-1997) e di altri eminenti esponenti della Pop Art americana.
L’esposizione ruota intorno alla figura di Roy Lichtenstein, uno degli esponenti più rappresentative della Pop Art e dell’intera storia dell’arte della seconda metà del XX secolo. Un grande artista e maestro, le cui opere hanno influenzato e continuano ad influenzare grafici, designer, pubblicitari di tutto il mondo.
Nelle opere in allestimento è possibile ammirare il suo caratteristico stile mutuato dal retino tipografico, il suo utilizzo del fumetto in ambito pittorico, le sue rivisitazioni pop dell’arte del passato lontano e recente, che sono entrate non solo nella storia dell’arte del Novecento, ma nell’immaginario collettivo anche delle nuove generazioni, stampati all’infinito su poster e oggetti di consumo.
A distanza di decenni, infatti, i suoi dipinti continuano a suscitare enorme interesse nel mercato dell’arte e sono stati venduti anche negli ultimi anni per decine di milioni di dollari.
Per offrire uno spaccato esaustivo del percorso dell’artista e sottolineare la sua originalità e unicità, sono state inserite all’interno della mostra, come spunto per un confronto, le opere iconiche di Andy Warhol, Mel Ramos, Allan D’Arcangelo, Tom Wesselmann, James Rosenquist e Robert Indiana.
L’esposizione è suddivisa in diverse sezioni tematiche e fornisce uno spaccato esaustivo della pop art, movimento nato negli anni ‘60: la prima parte è dedicata al mondo del fumetto e della pubblicità, segue quella dedicata alle opere che si ispirano alla storia dell’arte e all’astrazione e quella che ha come oggetto l’artista all’opera nella sua stanza.
Il Mondo del fumetto e della pubblicità riprende la stagione iniziale della Pop Art, movimento artistico nato negli anni ’60, che riflette una società in evoluzione. A questo periodo risalgono per esempio capolavori pittorici come “Little Aloha” (1962) e “Ball of Twine” (1963), “VIIP! (1962.
A fianco delle opere derivate dai fumetti, certo le sue più conosciute, Lichtenstein inizia alcune serie che hanno come riferimento da un lato la storia dell’arte, dall’altro il grande tema dell’astrazione pittorica: sono i dipinti che testimoniano la varietà e la complessità del pittore e che aprono nuove interpretazioni sia sulla sua opera
Un appuntamento unico nel suo genere, reso possibile grazie alla collaborazione della Fondazione Magnani-Rocca con celebri musei internazionali e prestigiose gallerie e collezioni private.
Per informazioni
LICHTENSTEIN E LA POP ART AMERICANA
Fondazione Magnani-Rocca, via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
Aperto anche tutti i festivi. Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Aperto anche 1° novembre e 8 dicembre. Lunedì chiuso.
Altre informazioni sul sito: ito: https://www.magnanirocca.it/lichtenstein

E' Online la guida "The WineHunter"


Sul sito award.winehunter.it è stata messa in line la guida “The WineHunter Award”, una selezione delle eccellenze eno-gastronomiche italiane redatta da Helmuth Köcher, fondatore del Merano WineFestival, Presidente e fondatore del Merano WineFestival, unico amministratore di Gourmet’s International e The WineHunter.
La guida è il risultato del lungo e costante lavoro di ricerca che porta ogni anno alla selezione delle aziende da invitare al Merano Wine Festival.
Degli oltre5.000 vini degustati, poco più di 2.500 sono entrati a far parte della guida, tra questi 54 sono candidati all'Award PLATINUM, il più alto riconoscimento assegnato ai vini che si sono distinti per eccellenza e unicità e che hanno ottenuto più di 95 punti. I nomi delle etichette premiate nella categoria “ROSSO” corrispondente ai vini che hanno totalizzato da 88 a 89,9, “GOLD” quelli con un punteggio da 90 a 94,99 e “PALTINUM” verrà reso pubblico durante le giornate del Festival.
Per quanto riguardale le eccellenze gastronomiche sono stati individuati circa 400 prodotti, produzioni di assoluta qualità, piccoli e grandi manufatti degli artigiani del gusto di tutta Italia, che si sono aggiudicati l’Award Rosso e Gold.

La guida, che esprime la visione del mondo del suo autore,  è veloce, intuitiva e progettata per una navigazione lineare anche con tablet e smartphone. Mediante il menu laterale è possibile filtrare i prodotti presenti in base alla Tipologia, Denominazione, Regione, Award.

RM

Un documentario racconta la storia di Villa Visconti Borromeo Litta


Villa Visconti Borromeo Litta, quattro secoli di storia, un viaggio nel tempo tra delizie arte e giochi d’acqua". Questo è il titolo del filmato prodotto per raccontare la storia e celebrare le bellezze della spettacolare dimora gentilizia Villa Visconti Borromeo Litta, situata a Linate . Il documentario, scritto e diretto da Francesco Vitali con la collaborazione di Claudia Botta, prodotto da Francesco Vitali, Comune di Lainate, Associazione Amici di Villa Litta Onlus e Giuseppe Riva è un modo per diffondere la conoscenza di questo gioiello architettotico situato alle porte di Milano e del suo incantevole parco secolare.
Ideata verso il 1585 da Pirro I Visconti Borromeo e ispirato alle ville medicee, la villa nacque dalla trasformazione di un cascinale agricolo. Ampi lavori di sistemazione architettonica del palazzo, avvenuta avvalendosi dei migliori artisti lombardi dell’epoca, trasformarono l’edificio in un complesso sontuoso ed elegante, abbellito con giardini, ninfeo, fontane e giochi d’acqua.
Nel 1721, Giulio Visconti Borromeo Arese, ultimo erede della famiglia, ampliò ulteriormente la residenza costruendo il Palazzo Occidentale, conosciuto anche come "Quarto Nuovo". Anche la famiglia Litta, a cui passò successivamente la proprietà, contribuì ad accrescere lo splendore dell’intero complesso, adattando il giardino ai canoni estetici tardo settecenteschi in voga nelle residenze di villeggiatura delle nobili, introducendo sculture, effetti prospettici e scenografici.
La seconda guerra mondiale segnò il decadimento della villa che si protrasse sino al 1970, quando, ridotta ad un rudere, venne acquisita dal Comune di Lainate e riqualificata grazie all'impegno e al sostegno di tanti mecenati pubblici e privati, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici di Milano.
Per raccontare la storia di Villa Visconti Borromeo Litta è stato realizzato il film documentario 'VILLA VISCONTI BORROMEO LITTA. Quattro secoli di storia, un viaggio nel tempo tra delizie, arte e giochi d'acqua', scritto e diretto da Francesco Vitali con la collaborazione di Claudia Botta, prodotto da Francesco Vitali, Comune di Lainate, Associazione Amici di Villa Litta Onlus e Giuseppe Riva.
Il film è il racconto di quattro secoli di storia di una villa e dei suoi segreti ma è anche un prezioso strumento per far conoscere, ad un pubblico sempre più numeroso in Italia e all'estero, le meraviglie che racchiude: il suo Ninfeo, le sue serre, i suoi palazzi, le sue sculture e i giochi d'acqua ma soprattutto la storia di colui che l'ha creata, Pirro I Visconti Borromeo, conte di Brebbia, sognatore, mecenate e uomo di cultura nella Milano spagnola alla fine del XVI secolo.
Un ruolo fondamentale e centrale nel film è interpretato dalla musica. Lo spettatore viene accompagnato per tutta la durata del film da musica coeva. La sua scelta non è casuale ma nasce dal desiderio di riprodurre e documentare ciò che si ascoltava e suonava realmente nelle varie epoche affrontate, frutto di una ricerca accurata degli autori che nelle varie epoche lavoravano e componevano per le varie corti e nobili signori. "La pellegrina", composta in occasione del matrimonio tra Ferdinando I de' Medici e Cristina Lorena, a Firenze nel 1589, dove Pirro e la sua corte furono invitati, ne è un chiaro esempio.
Facendo un salto temporale, troviamo Johann Christian Bach, che dal 1754 diventa maestro di cappella per la famiglia Litta, protetto e seguito da Agostino Litta, che lo fa studiare a Bologna da uno dei maestri più conosciuti in tutta Europa, Giovanni Battista Martini.
Ora la maestosa residenza è tornata al suo antico splendore, anche se proseguono ancora i lavori di recupero e mantenimento del parco del Ninfeo e delle altre stanze ed il sito è aperto al pubblico.
Fondamentale il contributo dei volontari della Associazione degli Amici di Villa Litta, senza il cui prezioso aiuto non sarebbe possibile l'apertura del museo e i percorsi con le visite guidate.
Molte le collaborazioni avviate con musei internazionali che oggi accolgono alcune delle opere che furono create per questo giardino di delizie, tra cui il Museo Poldi Pezzoli di Milano, il Museo del Louvre, la National Gallery of Art di Washington e l'Ermitage di San Pietroburgo, ma anche  con altri musei e istituti d'arte lombardi e nazionali; di collaborare con valenti artigiani e sartorie (Lo Bosco e Arrigo Costumi) che hanno realizzato splendide riproduzioni, fedeli ai dipinti originali, di abiti tipici del 1500 e 1600 indossati dagli attori per le ricostruzioni storiche,  argomento dell'intervento tenuto nel corso della mattinata da Claudia Botta, docente di progettazione per il Costume all'Accademia di Brera di Milano.
Oltre alle visite guidate, spesso condotte in costume dell’epoca, qui vengono organizzati diversi eventi, tra cui concerti, rappresentazioni teatrali, rievocazioni storiche. La villa ospita inoltre delle esposizioni permanenti  di abiti d’epoca, materiali e oggetti che hanno fatto la storia della stampa tipografica nei secoli, 17 volumi di questa rara pubblicazione a simboleggiare l'evento della fioritura, solo per fare alcuni esempi.
Per informazioni su orari di apertura, prezzo dei biglietti, eventi in corso e come raggiungere la villa consultare il sito  http://www.villalittalainate.it.
 
by Roberta Masi